Giornata dell’Afasia, il Castello di Aymavilles si tinge di viola

“L’afasia ti lascia senza parole” è lo slogan che contraddistingue la Giornata Nazionale dell’Afasia e, grazie alla disponibilità di Regione Valle D’Aosta, sabato 16 ottobre verrà illuminato il Castello di Aymavilles con il colore viola, quello della piantina di erica quale simbolo per la tenacia delle persone afasiche.

A.L.I.Ce. Valle D’Aosta Odv, l’Associazione valdostana per la Lotta all’ictus cerebrale, da anni si occupa di informare e sensibilizzare la popolazione non solo sulla prevenzione di questa patologia ma anche sul post ictus e, quindi, sulle conseguenze che questo comporta. Tra quelle maggiormente disabilitanti, che hanno infatti un impatto devastante sulle attività della vita quotidiana, sull’autonomia, sulle relazioni e, in generale, sulla qualità della vita delle persone colpite, dei loro familiari e dei caregiver, c’è sicuramente l’afasia, un disturbo del linguaggio che colpisce circa il 30% dei pazienti, causato da lesioni in particolari aree della corteccia cerebrale dell’emisfero dominante (prevalentemente il sinistro), sede della funzione del linguaggio.

Alcune persone afasiche hanno difficoltà quando devono esprimersi verbalmente mentre può rimanere intatta la capacità di comprendere il linguaggio; altre, invece, riscontrano difficoltà quando si tratta di comprendere quello che gli viene detto. La gravità, ovviamente, è estremamente variabile e dipende dalla sede e dalla dimensione del danno cerebrale. Il logopedista, che si occupa di tutti i problemi della comunicazione, soprattutto quelli di natura foniatrica e neurologica, è la figura chiave in caso di afasia. La durata del trattamento è variabile e può protrarsi per tutta la vita, anche se il lavoro più intenso e importante è quello che si svolge nei primi 12 mesi; dopo questa prima fase, ci si può concentrare su quella che può essere considerata “riabilitazione sociale”. I disturbi del linguaggio, così come quelli della articolazione e della deglutizione, vanno valutati e monitorati da subito per capire prima di tutto se il paziente comprende il linguaggio o se ha necessità di supporti comunicativi per quegli scambi di informazioni che spesso e nell’immediato sono indispensabili. Fondamentale è l’approccio riabilitativo che oggi è centrato non solo sul paziente ma anche sulla comunità circostante, prima di tutto la famiglia, che deve avvicinarsi a queste nuove modalità di comunicazione. Oltre a logopedia, fisioterapia e terapia occupazionale c’è un altro strumento riabilitativo che sta emergendo come molto utile: la musicoterapia, che contribuisce ad attivare canali diversi da quelli verbali generalmente utilizzati. Spesso chi non riesce ad articolare le frasi più semplici, nel sentire i primi accordi di un brano si lascia andare e si unisce alle altre voci di chi ha trovato nel canto un nuovo mezzo di espressione e comunicazione.

Per questo motivo, A.L.I.Ce. Valle D’Aosta Odv ha dato vita al “Coro e Percussioni”: si tratta di un corso con i Tamtando che, con incontri di gruppo settimanali, si riunisce per esercitarsi e soprattutto per favorire la socializzazione e il benessere psicofisico. La musicoterapia serve infatti per lavorare sul ritmo, legandolo alla parola, aiuta il recupero del linguaggio e crea benessere nel paziente; è stato appurato che molte persone colpite da afasia non riescono a parlare ma riescono a cantare perché la musica e il linguaggio verbale non sono “gestiti” dallo stesso emisfero cerebrale. L’importante iniziativa – promossa dalla Fondazione Carlo Molo Onlus di Torino in collaborazione con la Federazione delle Associazioni per la Lotta all’Ictus Cerebrale A.L.I.Ce. Italia Odv e con la Federazione Associazioni Italiane Afasici A.IT.A. – nella nostra regione si colloca all’interno dei progetti di sostegno e rete promossi da A.L.I.Ce. Valle D’Aosta Odv a favore delle persone colpite da questa patologia in collaborazione con altre associazioni.

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