Giornata Mondiale dei Migranti, intervista a Miguelina Baldera di Uniendo Raices

In occasione della Giornata Mondiale dei Migranti del 18 dicembre Ana Maria Eliggi, consigliera del CSV, ha intervistato Miguelina Baldera Santana presidente dell’Associazione Donne Latino-Americane della Valle d’Aosta “Uniendo Raices” o. n. l. u. s., impegnata nel lavoro con la popolazione migrante della Valle d’Aosta, soprattutto nel potenziamento delle capacità personali (empowerment) delle donne migranti attraverso l’attività dello “Sportello Donna” gestito di Uniendo Raices.

Recentemente il suo lavoro è stato riconosciuto con il premio “DONNE CHE CE L’HANNO FATTA” edizione 2020 dagli Stati Generali delle Donne, con il patrocinio della Comunità Europea, per il suo impegno nel sociale e sopratutto con le donne migranti. Un riconoscimento a donne intraprendenti, decise, piene di iniziativa, che hanno rotto il proprio tetto di cristallo, stanno resistendo e ce l’hanno fatta a sopravvivere a diverse crisi e a raggiungere importanti obiettivi.

Cosa rappresenta questo riconoscimento per lei?

Questo riconoscimento rappresenta un omaggio per la nostra rete solidale, è la spinta per dare continuità al lavoro intrapreso 19 anni fa, quando insieme ad un gruppo di donne latino-americane abbiamo deciso d’iniziare questo progetto di vita: essere un punto di riferimento per le donne migranti come noi. Il lavoro svolto in questi anni ha creato lo Sportello Donna, aprendo così reti di sostegno e di solidarietà tra utenti, enti del mondo del volontario e enti pubblici. Tutti soggetti che hanno creduto nelle nostre attività.

Questo premio ha dato un valore aggiunto all’associazione che rappresenta?

Il premio “DONNE CHE CE L’HANNO FATTA” edizione 2020 dagli Stati Generali delle Donne, con il patrocinio della Comunità Europea, attribuisce un valore aggiunto alla mission di Uniendo Raices, perché dà continuità al nostro rapporto con la comunità straniera, rafforzando la rete sociale con senso di responsabilità, partecipazione solidale, impegno sociale e con il dono del tempo. Un altro beneficio è quello di valorizzare anche la diffusione della cultura, le tradizioni e le lingue d’origine, integrandole con la cultura e le tradizioni delle Valle d’Aosta. Insieme possiamo continuare a favorire l’integrazione interculturale dei popoli presenti nel territorio valdostano.

So che recentemente avete presentato il Dossier Statistico Immigrazione 2020, in sintesi qual è il dato più rilevante per la Valle D’Aosta con riferimento alle donne straniere?

Il numero di immigrati ogni anno continua a scendere, ma i dati segnalano che la componente femminile è maggioritaria: una presenza significativa in Valle d’Aosta che conferma la radicata femminilizzazione dei servizi di cura alla persona. (Russia 78,6%, Ucraina 84,6%, Brasile 72% e centro/Sudamerica 66,4%).

Il processo migratorio di una famiglia inizia qui, con le rimesse che la donna invia al paese d’origine (essere madre altrove), per poi ricongiungersi con la famiglia.
Attraverso lo Sportello Donna di Uniendo le famiglie sono accompagnate in questo percorso che prevede l’inserimento scolastico e le pratiche burocratiche necessarie.

Questo dimostra che Uniendo Raices non è solo cultura latinoamericana, ma un punto di riferimento per integrare le culture dei popoli presenti nel territorio valdostano.

Per concludere, che messaggio vuole trasmettere alle donne migranti in Valle d’Aosta?

Non dobbiamo arrenderci, insieme c’è la possiamo fare, non dobbiamo avere paura dei nostri sogni, per i nostri figli e la nostra famiglia. Aosta è il nostro centro del mondo, dove si intrecciano diverse culture che rappresentano il mondo in una parola: CASA. Questo territorio per moltissimi famiglie immigrate è diventato la nostra casa, una casa che ha bisogno di rafforzare le radici, attraverso i ponti di solidarietà, sorellanza (sororité), amicizia e ascolto, soprattutto in momenti come questi dove dobbiamo essere forti e resilienti. Come donne siamo chiamate ad essere fonte di cambiamento, nel nostro piccolo, con le nostre famiglie, valorizzando l’amore e la gentilezza verso gli altri.


Ringraziamo Miguelina per la disponibilità e ringraziamo i membri di Uniendo Raices che durante l’emergenza sanitaria hanno mantenuto, a distanza, il sostegno alle donne, alle famiglie ed in particolare ai bambini del doposcuola con la didattica a distanza.

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