Volontari

Il ruolo del volontario e le attività di volontariato sono definiti dall’art. 17 del Codice del Terzo settore. Il volontario è una persona che, per sua libera scelta, svolge attività in favore della comunità e del bene comune, anche per il tramite di un ente del Terzo settore, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione, in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà. 

Volontari e rimborso spese

Il comma 3 dell’articolo 17 stabilisce che l’attività del volontario non possa essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario.

Al volontario infatti possono essere rimborsate dall’ente del Terzo settore tramite il quale svolge l’attività soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata, entro limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite dall’ente medesimo. Sono in ogni caso vietati rimborsi spese di tipo forfettario.

Le spese sostenute dal volontario possono essere rimborsate anche a fronte di una autocertificazione (ai sensi dell’articolo 46 del SDPR 28 dicembre 2000, n. 445) purché:

  • non superino l’importo di 10 euro giornalieri e 150 euro mensili;
  • l’organo sociale competente deliberi sulle tipologie di spese e le attività di volontariato per le quali è ammessa questa modalità di rimborso (ad esclusione delle attività di volontariato aventi ad oggetto la donazione di sangue e di organi).

volontari e lavori

L’art. 17 del Codice del Terzo settore stabilisce che la qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’ente di cui il volontario è socio o associato o tramite il quale svolge la propria attività volontaria.
Il Codice non considera volontario l’associato che occasionalmente coadiuvi gli organi sociali nello svolgimento delle loro funzioni.

I lavoratori subordinati che intendano svolgere attività di volontariato in un ente del Terzo settore hanno diritto di usufruire delle forme di flessibilità di orario di lavoro o delle turnazioni previste dai contratti o dagli accordi collettivi, compatibilmente con l’organizzazione aziendale. Sono esclusi da tali limiti gli operatori volontari del servizio civile universale, il personale impiegato all’estero a titolo volontario nelle attività di cooperazione internazionale allo sviluppo, nonché gli operatori che prestano le attività di cui alla legge 21 marzo 2001, n. 74 (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico).

Deve essere considerata attività di volontariato non solamente quella rivolta allo svolgimento di una o più attività di interesse generale, ma anche quella relativa all’esercizio di una carica sociale, “in quanto strumentale all’implementazione dell’oggetto sociale dell’ente”, sempre che essa risponda ai requisiti di cui all’art.17, c.2 del Codice. In altre parole, un amministratore che svolga la propria carica senza venire retribuito deve essere considerato un volontario a tutti gli effetti, iscritto nel registro dei volontari e assicurato ai sensi dell’art.18, c.1 del Cts.

Per le ODV c’è un espresso divieto di retribuire le cariche sociali (art. 34, c.2 del CTS), ad eccezione dei membri dell’organo di controllo in possesso dei requisiti di cui all’art.2397, c.2 del codice civile. Divieto che invece non vi è per gli altri ETS, nei quali è possibile attribuire un compenso ai titolari di cariche sociali, sempre comunque nel rispetto delle disposizioni che regolano la distribuzione indiretta di utili (ed in particolare l’art.8, c.3, lett. a del CTS). 

Quindi un amministratore di un ETS che svolga tale carica a titolo di volontariato non potrà in alcun modo essere retribuito dallo stesso per lo svolgimento di un’attività istituzionale. Nel caso in cui invece un soggetto voglia candidarsi a membro dell’organo di amministrazione di un ETS per il quale abbia svolto o stia svolgendo un’attività retribuita, lo potrà fare ma sarà necessario che, in caso di elezione, all’avvio dell’attività legata alla carica sociale (svolta in modo gratuito) la prestazione retribuita sia terminata e che durante l’incarico non ne vengano commissionate di ulteriori.

le polizze obbligatorie

L’art. 18 del Codice del terzo settore prevede l’obbligo per gli ETS che si avvalgono dell’azione di volontari di assicurarli:

  • contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività di volontariato;
  • per la responsabilità civile per i danni cagionati a terzi dall’esercizio dell’attività stessa.

registro volontari

Tutti i soggetti che svolgono attività di volontariato in modo non occasionale devono essere inseriti nel registro dei volontari indipendentemente dal fatto che siano associati o meno.

Il registro, prima di essere posto in uso, deve essere numerato progressivamente in ogni pagina e bollato in ogni foglio da un notaio o da un altro pubblico ufficiale a ciò abilitato (solitamente un segretario comunale), che deve dichiarare nell’ultima pagina il numero dei fogli che lo compongono. 

Nel registro devono essere indicati, per ciascun volontario:

  • il codice fiscale o, in alternativa, le generalità, il luogo e la data di nascita;
  • la residenza o, in alternativa, il domicilio laddove non coincidente;
  • la data di inizio e quella di cessazione dell’attività di volontariato presso l’organizzazione, che devono corrispondere alla data di iscrizione e cancellazione della persona nel registro.

Per quanto riguarda i volontari “occasionali”, l’ente dovrà provvedere a raccogliere i dati di ognuno, a conservarli e a metterli a disposizione dell’impresa assicuratrice, secondo le modalità concordate con la stessa. È possibile inserire nel registro anche i volontari “occasionali”, in una sezione apposita e separata rispetto a quelli “non occasionali” indicando gli stessi dati dei “non occasionali”.

Richiedi il fac-simile del registro dei volontari inviando un’email a consulenza@csv.vda.it.

Volontari occasionali e non

Gli obblighi assicurativi valgono sia per i volontari “non occasionali” che per quelli “occasionali”.

Il codice del Terzo settore specifica che nel registro devono essere iscritti i volontari che svolgono la loro attività in modo non occasionale (stabile) e quelli che la svolgono in modo occasionale ovvero quelli impiegati in eventi o manifestazioni in generale.

polizza unica terzo settore

La “Polizza Unica del Terzo Settore” è frutto di una convenzione tra CSVnet, Coordinamento nazionale dei Centri di Servizio, e Cattolica Assicurazioni – Agenzia Cavarretta Assicurazioni srl a cui il CSV della Valle d’Aosta ha aderito.

La convenzione consente alle organizzazioni di volontariato, alle associazioni di promozione sociale e a tutte le altre associazioni che aderiscono al mondo del terzo settore di assicurare i volontari contro infortuni e malattie connessi all’attività svolta a condizioni vantaggiose dal punto di vista economico e delle garanzie offerte. 

Si tratta di una polizza completa e conveniente, dedicata espressamente alle esigenze di tutti gli enti del Terzo Settore le cui attività implichino attività di volontariato. È appositamente strutturata per andare incontro alle esigenze di tutela dei Volontari e rispondere agli obblighi imposti dal Codice del Terzo Settore.

Per informazioni, costi e dettagli sulla polizza è possibile visitare www.polizzaunicadelvolontariato.it e scaricare l’allegato di presentazione della Polizza.

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